Più che carne secca direi un fico secco

So di avere un difetto, e so anche di non essere il solo: quando appare un nuovo sito social o simile mi ci iscrivo, anche se nella maggior parte dei casi va a finire che l’account rimane lì giusto per occupare il nickname.

Così fu per Klout, servizio che in base agli account che si collegano dà un punteggio all’influenza che si ha nei vari servizi, Twitter, Facebook e Instagram ad esempio. Gare di celolunghismo a profusione. Poi è stato comprato, è rimasta la storia del punteggio ma hanno concentrato tutto l’ambaradan sul suggerimento di contenuti da condividere, la pianificazione dei post e le statistiche. Non so se lo facessero anche prima, ma per la prima volta mi è arrivata la possibilità di riscuotere un perk: ti mandiamo la tal cosa se tu twitti o posti su facebook che te l’abbiamo mandato.

Perfetto. Mi tocca la carne essiccata, marca Jack Link’s. L’ho provata in viaggio di nozze, bona! Accetto! Compilo la form, metto l’indirizzo di spedizione, twitto, hashtag e tutto. L’account ufficiale del prodotto mette il tweet tra i preferiti.

Due settimane, niente. Arriva una mail che mi chiede di esprimere il mio gradimento al prodotto ricevuto o di segnalare la mancata consegna. Scrivo dicendo che non mi è arrivato nulla. Non è che in Italia non spediscono? ….esatto. Mi rispondono che è troppo costoso spedire fuori dagli Stati Uniti, quindi picche, si scusano.

Thank you for reaching out. Unfortunately, we are only able to send this Perk to US recipients, as it would be very expensive to ship to Italy. I apologize about the confusion. We are always working to add more Perks and hope to have more international Perks in the near future.

Non muoio eh, però mettere un warning nella compilazione della form con dati fuori dagli USA era una brutta idea? C’era anche lo spinner con tutti gli stati del mondo, se sai che fuori non puoi spedire che lo metti a fare?

Adesso però ditemi dove comprarla qui in Italia. Ho capito che posso prenderla online, ma in qualche negozio magari si trova. Ormai ne ho voglia.

Il solito post di rianimazione

A volte mi chiedo perché continuo a pagare hosting e dominio per questo blog. Nel 2012 ho scritto 2 (DUE) soli miseri articoli.

Il problema è sempre quello: gli altri mezzi – Twitter, Facebook, Tumblr e compagnia bella – solo più veloci e richiedono meno impegno per essere aggiornati. Qui invece mi sento psicologicamente obbligato a scrivere qualcosa di più corposo e interessante, però ogni volta che penso di buttare giù un articolo abbandono l’idea rendendomi conto che la carne al fuoco è troppo poca.

Abbandonato lo smanettamento compulsivo su Ubuntu ho ragionato su cosa posso scrivere, la conclusione è: di tutto! Serie TV, Android, sport… Forse qualcosa da dire ce l’ho ancora.

Timbro il cartellino

Ho l’impressione che tra un po’ i post più recenti di questo blog saranno del tipo «È un po’ che non scrivo, comunque sono ancora vivo». Evito il solito discorsetto sui social network che ammazzano i blog, in quanto è tutta una questione di pigrizia, sia il fare la predica che lo scrivere qualche articolo nuovo qui.

Per il resto tutto bene. Un po’ di roba sparsa: solite corse; la micia – Echo – cresce e ama l’acqua, il lavoro prosegue; si programmano le vacanze per smaltire qualche giorno di ferie arretrato; sta per uscire la nuova Ubuntu 11.04 con Unity, già installata dalla Alpha 2 come sono solito fare per poi lamentarmene.

Nonostante questo post non lo dimostri ho deciso di tornare a rimpolpare questo blog, se non altro per l’orgoglio del mio “braccino corto”: pago dominio e hosting, suvvia, sfruttiamo la spesa. Si aprono le scommesse su quanto mi ci vorrà per perderla nuovamente.