Io, il nerd che è in me e la corsa

Non mettevo i piedi sulla bilancia da settembre, quando il display recitava un 65. Poi la batteria si è scaricata e non ci ho più pensato. Recuperata la buona vecchia bilancia “ad ago” con un un po’ di diffidenza ci sono salito sopra. Sono sceso in men che non si dica, pareva scottare. 69. La decisione è presa: devo fare qualcosa. Nuoto? Nah. Bici? Naaah. Corsa.

Dato per palese che io sia geek dentro, come avrò risposto a Lisa che diceva «Ok! Pantaloni corti, maglietta, scarpe adatte, iPod e vai»? Ovviamente con un sorriso, una risata sarcastica e l’elenco della roba elettronica che avrei usato: cardiofrequenzimetro e smartphone per musica e tracking.

Polar FT1Ho comprato il cardiofrequenzimetro Polar FT1, funzionalità di base, tanto per vedere quanto sono vicino all’infarto nei momenti clou della corsa. Questo acquisto non è solo un elemento di utilità, mi è anche di sprone: sono abbastanza braccino corto, avendo fatto la spesa però mi metto psicologicamente nella posizione di sfruttarlo, altrimenti mi sembrerebbe di aver buttato soldi, e quindi muovo il culo.

Per la musica ho preso una fascia da braccio dove mettere il mio LG Optimus One. Il tracking ho deciso di affidarlo all’applicazione realizzata da un social network per lo sport, Endomondo.

Dopo due allenamenti è chiaro che i progressi sulla perdita di peso siano praticamente nulli, mentre mi sento mentalmente meglio riguardo al mio stato di forma, alternando corsa e camminata. L’obiettivo è mantenere la costanza per fare 3 uscite a settimana.

Qualche fastidio l’ho avuto dall’app Endomondo. Alla fine della mia seconda uscita – e conseguente condivisione su facebook – ha sparato un 10.33 km in 48m:06s, con tempi di percorrenza su due chilometri di 02:25 e 02:27, quando il record del mondo sui 1000 metri piani è 02:11. No, c’è qualcosa che non va. Prima di tutto il tempo, in realtà sono stato fuori 1h:01m (verificato sul cardiocoso); ho rifatto il percorso con Google Maps e sono stati 6.9km. Non so la causa di questi errori, sicuramente c’entra il fatto che sia transitato più volte in alcuni punti e che mi sia anche fermato.
Soluzioni? Ho tolto l’opzione Pausa automatica quando si è fermi, secondo me non riparte in maniera intelligente, e cercherò di fare un tracciato senza sovrapposizioni. Vediamo se alla prossima uscita andrà meglio.

PS: un ringraziamento speciale ad Andrea Beggi che senza saperlo mi ha motivato con questo post e poi ha risposto via mail a qualche dubbio. Che poi abbia ciecamente dribblato il consiglio di evitare tracciamenti GPS è un altro discorso, chiuderà un occhio e farà finta di niente 😉
Chiaramente grazie a Lisa che mi sopporta mentre parlo di queste cose rispondendomi che diventerò come Linus di Radio Deejay. Rispetto il buon Pasquale, ma per favore, no 😛

Road to Athens

Sentivo che il Milan ce l’avrebbe fatta, ma mai avrei pensato ad un 3-0 tondo, alla partita perfetta, contro il Manchester Utd. E invece è stato così, per fortuna. Anzi, non per fortuna, per bravura tecnica fisica e mentale.
Ed ora si affrontano i fantasmi di Istanbul. 2005, siamo avanti 3-0, e ci siamo fatti fare 3 gol, come se in campo ci fosse la primavera, e non una rosa di campioni. Gol subìti proprio da quel Liverpool che avremo davanti ad Atene. Sarà diverso, ci siamo scottati una volta, eviteremo con le unghie e con i denti la seconda.
Ricordo un’altra finale giocata ad Atene, era il 1994 e battemmo il Barcellona 4-0, doppietta di Massaro seguita da reti di Savicevic e Desailly..
Queste rimangono in ogni caso grandi stagioni. E’ la terza finale in 4 anni, nel 2003 la Juve perse con noi ai rigori, nel 2004 uscimmo ai quarti col Deportivo, 2005 finale persa col Liverpool, 2006 fuori in semifinale con il Barcellona che poi portò a casa il trofeo.
Siamo pronti. E’ stato annunciato il completo bianco (maglia, pantaloncini e calzettoni). Anche se a questa cabala ormai non credo più. Conta solo riavere la coppa dalle “grandi orecchie”.
Appuntamento ad Atene, mercoledì 23 maggio 2007.